• Gianmarco Pia

La sedia numero 14

La storia del successo della sedia numero 14 inizia quando il principe austriaco Clemens von Metternich, cancelliere di corte e di stato, giunto a conoscenza degli esperimenti di curvatura del legno compiuti da Michael Thonet a Boppard, chiama il giovane ebanista renano a Vienna. Seguiranno le commesse per gli arredi di Palazzo Liechtenstein e Palazzo Schwarzenberg ma sarà l’architetto Adolf Loos che, utilizzandole per l’arredamento del Café Museum, contribuirà a rendere questa iconica sedia il simbolo dei tradizionali caffè viennesi.


Non è difficile immaginarla anche fra le pareti di quel Café Gluck, che nel suo Buchmendel, Stefan Zweig eleva a metafora dell’impatto che la prima guerra mondiale ebbe sulla vita e sulla cultura Viennese. Lì, trova rifugio il brillante ed eccentrico Jakob Mendel. La praticità del suo mondo interiore, riflessa nel design curvo ispirato da Thonet.


A partire dagli anni trenta del XIX secolo, Michael Thonet iniziò a produrre complementi d’arredo utilizzando uno sperimentale metodo di piegatura del legno. Furono necessari circa sei anni di lavoro, investimenti, ricerca e perfezionamenti per riuscire a produrre il suo primo modello di successo, la Bopparder Schichtholzstuhl. Un’ostinazione che gli permise di raggiungere un risultato inedito per l’epoca: lunghe barre di legno, rese elastiche per effetto della pressione e del vapore, vengono curvate fino ad assumere nuove forme. Un lavoro di forza, tecnica e tenacia che tuttavia non riuscirà a brevettare fino al 1841.


Una storia di passione, attenzione e perseveranza

Fu la perseveranza a spingerlo a partecipare alla fiera di Koblenz che gli valse un invito presso la corte d’Austria. La costanza lo condusse a realizzare, nel 1850, la sua Sedia Numero 1 e a esporla, l’anno successivo, alla Great Exibition di Londra. Nel 1855 sarà ospite presso l’Exposition Universelle di Parigi durante la quale riceverà una medaglia d’argento per l’infaticabile lavoro di perfezionamento della sua tecnica di produzione.


Nel 1859 arriva la Konsumstuhl Nr. 14, meglio conosciuta come Sedia numero 14. Sarà un successo. Una pietra miliare nella storia del design. Il coronamento di anni dedicati alla ricerca e all'innovazione. Il simbolo di un'epoca e insieme la prova che non si smette mai di migliorarsi.


La Thonet n. 14 fu rivoluzionaria. Dimostrò che anche il settore industriale più consolidato è capace d’innovazione. Senza mai tradire la natura dei materiali che lavorava, Thonet rese chiaro che la continuità è un valore, che la collettività è una ricchezza e che le rivoluzioni non si nascondono necessariamente dietro la novità, ma nascono spesso dalla seria osservazione del mondo che già ci circonda. Mendel è un marchio editoriale che ha deciso di fondarsi su questi identici princìpi. La Sedia numero 14 è pratica e, nella sua rappresentazione grafica, concreta. Lo spazio vuoto che la circonda è il bianco della carta trasformato in piano orizzontale dalle ombre che essa stessa proietta. Attorno alla sua raffigurazione, La Sedia numero 14 sembra raccontarci di un mondo fatto di voci e di storie. Lo sfondo è un caffè viennese, i protagonisti sono gli avventori che lo popolano. Fra loro, se ne distingue uno; è Jakob Mendel.